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L'incontro tra i due artisti in via degli Orsini celebra una visione dell'arte intesa come tensione tra luci e ombre, tra la durezza dei metalli di Salerni e la delicatezza
materica delle carte di Reig.
Entrambi rifiutano la riproducibilità seriale per esaltare l'accidentalità, l'imperfezione
e la sacralità del tempo.

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